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mercoledì 18 ottobre 2017

Facezie Retrò, il nuovo libro di Freddy Colt



Uscirà a novembre, per "Editrice Zona Music Books", "Facezie retrò. Archeologia della canzone umoristica italiana", l'ultimo libro di Freddy Colt con prefazione di Flavio Oreglio.

« Facezie retrò viene presentato con il sottotitolo “Archeologia della canzone umoristica”, una dicitura che necessita di una piccola analisi. Non credo, infatti, che l’espressione “canzone umoristica” - seppur di uso corrente - sia il modo migliore per definire il genere variegato trattato in questo volume o trattabile in ipotetici nuovi lavori futuri.
“Canzoni umoristiche” non è una categoria globale, sarebbe meglio parlare di “canzoni da ridere”, anche se, lo capisco, questa terminologia non possiede un grande appeal e ha un suono meno gradevole. Forse potrebbe suonare meglio “canzoni del sorriso”… forse. » (dalla prefazione di Flavio Oreglio)

Con prosa brillante e scorrevole Freddy Colt, storico del jazz italiano e della canzone, illustra una pagina inedita del costume e della musica popolare italiana: la genesi della canzone umoristica dall’inizio del 1900 alla fine degli anni ’40, attraverso i suoi protagonisti – interpreti, autori, ideatori – tra parodie, motivetti sincopati, doppi sensi e audaci ammiccamenti... Un vivace affresco del costume italiano e dell’italico buon umore in musica...
Il libro parla di: Vittorio Mascheroni, Ripp, Marf, Rubino e Gandolìn, Nicola Maldacea, Petrolini, Milly, Rodolfo De Angelis, Vittorio De Sica, Marcello Marchesi, Pippo Starnazza, Carlo Dapporto, Nino Taranto, Totò, Aldo Fabrizi, Rascel, Kramer & Otto, Nizza & Morbelli, il Quartetto Cetra.

Prefazione di Flavio Oreglio
Discografia storica a cura di Roberto Berlini
Volume riccamente illustrato con ritratti dei personaggi, vignette, pubblicità d’epoca
Pagine: 118 – Prezzo di copertina: € 15,00
Tiratura limitata! Sono gradite le prenotazioni!
Uscita: Novembre 2017


Freddy Colt è musicista e scrittore, maestro arrangiatore, chef d’orchestra, storico della canzone, studioso di araldica e simbolismo tradizionale, calligrafo, maestro di cerimonia e altro ancora. Discende da una delle sette dinastie musicali di Sanremo che vanta alcuni pionieri del jazz in Italia. Nel 2008 è stato acclamato come “Sultano dello Swing” a capo di un movimento nazionale dei cultori di swing italiano, a cui ha aderito anche Stefano Bollani. Dal 1997 è direttore artistico di “Zazzarazzazz – Festival della Canzone Jazzata” che tuttora si tiene in estate a Sanremo.
Nel 1999 ha fondato la rivista semestrale di cultura musicale The Mellophonium. È presidente del Centro Studi “Stan Kenton” e del Circolo Ligustico Arte e Ambiente, conservatore della Piccola Biblioteca della Pigna e Accademico della Pigna per la musicologia. Il 13 ottobre 2016 ha ottenuto il massimo riconoscimento culturale dalla propria città, il “Premio San Romolo per la Cultura”.

Pino Pascali e Vittorio Foa a "Wikiradio Oggi"


I prossimi appuntamenti con WikiRadio Oggi, in onda ogni giorno alle 11:30.

Giovedì 19: Pino Pascali.



Pino Pascali, artista, nacque il 19 ottobre 1935 a Bari e morì a Roma l'11 settembre 1968, a causa di un incidente di moto.
Scultore, scenografo e performer, fu tra i realizzatori di scenette di "Carosello", spot pubblicitari e sigle televisive: è considerato un esponente della cosiddetta "Arte povera".

Venerdì 20: Vittorio Foa.
Politico, giornalista, uno dei Padri fondatori della Repubblica, è morto il 20 ottobre 2008 a Formia, all'età di 98 anni (era nato a Torino il 18 settembre 1910). 


martedì 17 ottobre 2017

Due anni di blog... grazie a tutti voi per l'affetto con cui ci seguite



Due anni di blog, oltre 1000 articoli e più di 150.000 visite. 
Questo piccolo spazio, dedicato alla nostra radio e non solo, nasceva proprio il 17 ottobre 2015, per informarvi sulle nostre attività, sulle piccole curiosità, per segnalare eventi importanti.

Grazie per la vostra attenzione... e speriamo di crescere ancora, tutti assieme!




lunedì 16 ottobre 2017

Giancarlo Giannini ospite d'onore al MISFF (a Montecatini dal 20 al 26 ottobre)


FIRENZE- Al via l’edizione 2017 del festival del cortometraggio più antico d’Italia: il MISFF – Montecatini International Short Film Festival torna, dal 20 al 26 di ottobre, con una settimana di grande cinema e di formazione per i giovani e i talenti emergenti nel campo del cinema.

Marcello Zeppi, Presidente del Festival, ha presentato oggi le novità dell’edizione 2017 nel corso di una conferenza stampa organizzata presso il Consiglio Regionale della Toscana, alla presenza di Eugenio Giani (Presidente del Consiglio regionale della Toscana), Giovanni Bogani (Direttore Artistico del Montecatini International Short Film Festival), Simone Gagliardi (Presidente della Commissione Cultura di Montecatini Terme) e Fabio Spennato (Presidente di MT City Farm).



Tante le novità di questa edizione: a cominciare dalla guest star, l’attore Giancarlo Giannini, impegnato nelle riprese del prossimo film di Paolo Virzì. Giannini sarà premiato con l’Airone d’oro, storico premio del MISFF, per il grande contributo che ha dato al cinema, italiano e internazionale, e farà una vera e propria “lezione di cinema” ai tanti giovani e agli autori emergenti presenti a Montecatini. Attesa anche la presenza di Federica Vincenti, cantante e produttrice, già ospite dell’edizione 2016 del MISFF e presente anche quest’anno, dopo il fortunato lancio del suo primo singolo “Sorry”, per portare a Montecatini il suo know how nella produzione e nella gestione di progetti cinematografici.



Montecatini, grazie anche alla partnership con la FEDIC (la Federazione Italiana dei Cineclub), storico partner fondatore del MISFF, diventa per una settimana un crocevia cinematografico internazionale. Il MISFF, che ha ricevuto quest’anno personalmente dal Ministro dello Sport Luca Lotti il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, apre infatti con un’edizione dai grandi numeri: si riparte dalle oltre 5mila presenze dell’anno scorso, con 155 proiezioni in gara nella selezione ufficiale, 57 paesi in gara, 150 Volontari selezionati nelle scuole grazie ai Progetti di Alternanza Studio Lavoro, e oltre 500 membri nelle Giurie Popolari.

Un Festival in continua crescita, che ha saputo cogliere le opportunità della globalizzazione creando una sorta di “internazionale del cinema”, grazie anche ai gemellaggi con numerosi festival cinematografici internazionali (il portoghese Avanca Film Festival, il francese Festival International du Film sur le Handicap (FIFH), lo spagnolo FEC - Festival Europeu de Curtmetratges e il Valletta Film Festival), con i quali ha creato una vera e propria rete internazionale, che promuove eccellenze cinematografiche e giovani talenti emergenti. Un lavoro di scambio culturale molto proficuo: non solo il MISFF porta in Italia le opere di giovani da tutto il mondo, ma a sua volta promuove il cinema italiano nel mondo, portando all’estero i cortometraggi italiani.

Un Festival, con la supervisione operata dal Direttore Artistico, il critico e giornalista di cinema Giovanni Bogani, la rigorosa selezione della Commissione Artistica coordinata da Antonella Santarelli e il vaglio dalla Giuria Internazionale, che punta sulla qualità. Il MISFF è stato in passato un trampolino di lancio per molti autori: “Per Anna” di Andrea Zuliani, vincitore dell’anno scorso, è anche andato in nomination al David di Donatello, mentre il francese “Le dernier voyage de l'énigmatique Paul WR”, di Romain Quirot, premiato nel 2016 categoria “Best Fiction Film” è poi entrato nella cinquina dei migliori film del New York Sci-fi Film Festival.

Cinema vero, per intenditori, e alla portata di tutti: l’accesso alle proiezioni è gratuito. Ma, soprattutto, quello che rende unico è il MISFF è il fatto di essere non solo una vetrina prestigiosa per il cinema internazionale, ma anche un vero e proprio “laboratorio di cinema”, con un’attenzione particolare nei confronti della formazione, che si concretizza nell’organizzazione di 16 incontri tra Tavole Rotonde e Masterclass, e tre giornate dedicate agli “Authors’ Days” (dal 20 al 22 di ottobre), durante le quali settanta progetti dall'Italia e dall'estero saranno presentati nello storico Cinema Imperiale di Montecatini, con la supervisione di Alessandro Grande, regista e docente di regia 
e sceneggiatura cinematografica. I giovani autori saranno supportati da un team multidisciplinare (fatto di personalità del mondo del cinema, produttori, registi, sceneggiatori e da coach) che anche grazie ad un attento lavoro, di Pitching, Coaching e Mentoring avranno il compito di contribuire a portare al successo i progetti presentati a Montecatini.

La scorsa edizione, aveva visto la partecipazione di 25 autori selezionati da tutta Europa, e quattro di questi progetti sono attualmente in fase di sviluppo. L’obiettivo non è solo quello di fare “scuole di cinema”, ma di liberare le energie dei giovani, di aiutarli a sfruttare le loro potenzialità e di costruire assieme a loro un percorso duraturo, continuando a dare loro assistenza anche dopo il Festival.

«Il MISFF non è solo un grande appuntamento internazionale per il cinema di qualità – dichiara Marcello Zeppi, al sesto anno di conduzione del Festival – ma anche un luogo dove – letteralmente - si “fa cinema”. Un Festival per i giovani, dove i sogni diventano realtà: il nostro obiettivo è quello di trasferire conoscenze ed esperienze per accrescere le competenze delle giovani generazioni. Gli “Authors’ Days”, i laboratori nelle scuole, le Masterclass e le Tavole Rotonde: ogni nostra iniziativa risponde ad una stessa, unica mission, quella di trasformare il cinema in un veicolo non solo creativo ma di crescita personale. Me ne accorgo particolarmente quando, grazie al MISFF, realizziamo laboratori di cinema nella scuole grazie ai progetti di Alternanza Studio Lavoro: in quel momento non stiamo solo avvicinando i giovani al cinema, ma stiamo dando anche le chiavi per prendere in mano il loro futuro, insegnando un mestiere e trasmettendo i valori che sono alla base del concetto di studio e sacrificio».

Gilda Mignonette e Emilio Livi nella nuova puntata di "Dal fonografo al microsolco"



Nella nuova puntata di "Dal fonografo al microsolco" avremo ancora una cavalcata attraverso canzoni e personaggi musicali (e non solo) del secolo scorso.

Da Gilda Mignonette, che aprirà la trasmissione con la sua "Fantasia" del 1928, al tenore Emilio Livi che riascolteremo con una incisione Parlophon del 1933 "Dimentichiamo".

Inoltre, dai nostri archivi, abbiamo recuperato le voci di Oscar Carboni, Carla Boni e Achille Togliani, sino ad arrivare agli anni sessanta con Rossano e il suo remake di "Ti voglio tanto bene", Sergio Leonardi e i Renegades, per chiudere poi con  la sigla di una delle fortunate serie televisive del Tenente Sheridan "La donna di Picche" che ci darà modo di riascoltare la bella voce di Maria Scicolone, la sorella di Sophia Loren.


Vi aspettiamo:

- martedì alle 10
- mercoledì alle 14:30
- giovedì alle 18
- venerdì alle 21

www.ildiscobolo.net
http://178.32.137.180:8555/stream

Il musical "Hair" e Antonio Meucci a Wikiradio


Il musical "Hair" venne rappresentato per la prima volta a Brodway nell'ottobre del 1967. Probabilmente è  la rappresentazione più importante della controcultura hippie degli anni sessanta: il suo imponente successo ha significato un autentico terremoto nella cultura sessuale statunitense e ha contribuito a diffondere l'opposizione pacifista alla guerra del Vietnam (numerose sue canzoni sono diventate autentici inni dell'opposizione all'interventismo statunitense). Hair ha inoltre contribuito alla ridefinizione del musical theatre, partorendo il genere del musical rock o rock opera. Scritto da James Rado e Gerome Ragni (testi) e Galt MacDermot (musica), ha provocato numerosissime controversie perché si parla di droghe e sessualità e vi sono molte scene di nudo.
Nel 1979 diventa un film, diretto da Milos Forman.



Wikiradio Oggi ne parlerà martedì 17 ottobre, mentre la puntata di mercoledì 18 sarà dedicata ad Antonio Meucci, nel 128° anniversario della sua morte.


Inventore fiorentino, è considerato il "padre" del telefono, anche se il brevetto fu intestato per la prima volta ad Alexander Graham Bell.  Una risoluzione approvata dal Congresso degli Stati Uniti d'America l'11 giugno 2002 ha comunque riconosciuto un ruolo di Meucci nell'invenzione del telefono, indicandolo ufficialmente come l'inventore e disconoscendo il dubbioso operato di Bell. 

WikiRadio Oggi va in onda alle 11:30.


domenica 15 ottobre 2017

Parliamo del vento... con Enzo Giannelli


Siamo giunti alla quarta puntata in compagnia di Enzo Giannelli e delle sue "Foglie d'autunno".
Il tema della settimana è il vento: impetuoso, distruttivo o piacevole, come il Venticello romano di Sergio Centi?

L'artista della settimana è Paolo Sardisco, cantante italiano nato a Tunisi, che vinse nel 1945 un concorso Rai e iniziò un sodalizio con Nello Sigurini che durò 10 anni.


La trasmissione va in onda:

- lunedì alle 10
- martedì alle 14:30
- mercoledì alle 18
- giovedì alle 21

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La razzia degli ebrei di Roma a WikiRadio Oggi



Il 16 ottobre 1943, verso le 5:30 della mattina, oltre cento tedeschi armati di mitra circondarono il ghetto di Roma e diedero il via a un terribile rastrellamento; alla fine furono catturati oltre 1000 ebrei romani.
Due giorni dopo in 18 vagoni piombati furono tutti trasferiti ad Auschwitz. Solo 15 di loro tornarono alla fine del conflitto: 14 uomini e una donna. Degli altri 1066 gran parte morirono appena arrivati, nelle camere a gas. Nessuno degli oltre duecento bambini sopravvisse. 


A questo episodio drammatico sono stati dedicati libri e film; il rastrellamento del ghetto è al centro di "La finestra di fronte" di Ferzan Ozpetek, in cui il protagonista Davide (Massimo Girotti) è tormentato dai ricordi di quel giorno. 

Ne parlerà la puntata di lunedì 16 di WikiRadio Oggi, in onda alle 11:30.

sabato 14 ottobre 2017

Accadde Oggi: Premio Nobel per la pace a Martin Luther King


Il 14 ottobre del 1964 Martin Luther King riceve il Premio Nobel per la pace: a soli 35 anni, è il più giovane premiato col prestigioso riconoscimento (assegnato per il suo impegno per i diritti civili e la giustizia sociale).
Nel ricevere al notizia del riconoscimento, il leader sottolineava come non si trattasse del premio a una sola persona, quanto il riconoscimento a tutte le «persone nobili» che hanno lottato con lui per i diritti civili. I 50.000 dollari del premio vennero donati al suo movimento.

Martin Luther King verrà assassinato 3 anni e mezzo dopo, il 4 aprile del 1968.


La grande prosa: "Il guanto nero" di August Strindberg



L'appuntamento della settimana con la grande prosa in radio vede protagonisti Lucia Catullo e G. Marvara, impegnati in un'opera di August Strindberg, "Il guanto nero"; la registrazione è del 1969.


Johan August Strindberg (Stoccolma, 22 gennaio 1849 – Stoccolma, 14 maggio 1912) è stato un drammaturgo, scrittore e poeta svedese. 
Per la vastità e la rilevanza della produzione (che ricopre praticamente tutti i generi letterari ed è raccolta in circa cinquanta volumi, a cui se ne aggiungono ventidue di corrispondenze), il suo nome affianca il norvegese Henrik Ibsen all'apice della tradizione letteraria scandinava e raggiunge per riconoscimento unanime un seggio tra i massimi artisti letterati del mondo.
La vita di Strindberg fu tumultuosa, tessuta di esperienze complesse e scelte radicali e contraddittorie, a tratti rivolta contemporaneamente a molteplici discipline non direttamente attinenti alla figura ufficialmente letteraria dell'autore, sintomi di una rottura intima del proprio animo con la dimensione convenzionale del tempo e del vivere, elementi dunque reciprocamente contaminati nell'atto creativo e fondamentali per la sua interpretazione.
Fu il destinatario di uno dei biglietti della follia di Friedrich Nietzsche.

Vi aspettiamo domenica 15 e lunedì 16 alle 21

Cole Porter a "WikiRadio Oggi"




Il 15 ottobre 1964 moriva, all'età di 73 anni, il compositore statunitense Cole Porter; è considerato uno dei cinque grandi del musical americano (gli altri erano George Gershwin, Irving Berlin, Jerome Kern e la coppia Richard Rodgers & Lorenz Hart), nonché un raffinato interprete jazz.

Il suo nome è stato inserito nella Songwriters Hall of Fame.
Una stella sulla Hollywood Walk of Fame al 7080 di Hollywood Blvd ricorda il suo contributo all'industria musicale.

Della sua carriera e della sua vita, decisamente avventurosa, parlerà "WikiRadio Oggi" di domenica 15 ottobre, programma in onda alle 11:30 su www.ildiscobolo.nethttp://178.32.137.180:8555/stream.


venerdì 13 ottobre 2017

Accadde Oggi: nel 2016 muore Dario Fo



Il 13 ottobre 2016, all'età di 90 anni, moriva Dario Fo, Premio Nobel per la Letteratura nel 1997, (con la motivazione: "Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi"),

Lo ricordiamo così:


giovedì 12 ottobre 2017

MISFF – Montecatini International Short Film Festival dal 20 al 26 ottobre

MONTECATINI- Presentata oggi l’edizione numero 68 (dal 20 al 26 di ottobre), del festival del cortometraggio più antico d’Italia: il MISFF – Montecatini International Short Film Festival.

Marcello Zeppi, Presidente del Festival, ha presentato le novità dell’edizione 2017 nel corso di una conferenza stampa alla Casa del Cinema di Roma, alla presenza di Edoardo Fanucci (Vice Presidente Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati), Antonino Moscatt (Camera dei Deputati), Gianluca Quadrana (Vice Presidente della Regione Lazio), Laura Nolfi (Assessore alle politiche dell’Istruzione, Cultura, Sport, e Edilizia Scolastica del Comune di Anzio), Angelisa Castronovo (avvocato esperto del settore cinema e spettacolo), e Federica Vincenti, cantante e produttrice, già ospite dell’edizione 2016 del MISFF e presente anche quest’anno, dopo il fortunato lancio del suo primo singolo “Sorry”, per portare a Montecatini il suo know how nella produzione e nella gestione di progetti cinematografici.

Presente in sala anche un gruppo di autori, affiliati alla FEDIC (la Federazione Italiana dei Cineclub), storico partner fondatore del MISFF, che vedranno le loro opere in concorso a Montecatini. Talenti come Emanuela Ponzano, qualificata agli Oscar 2018 con il suo cortometraggio “La slitta”, in selezione a Montecatini, Max Nardari, regista, sceneggiatore e autore musicale, che con il cortometraggio “Uno di noi” affronta il tema delle adozioni e di pregiudizi razziali, Pierfrancesco Campanella, regista e produttore reduce dal successo ottenuto dal suo corto “L’amante perfetta” in vari festival nazionali, e Valerio Cicco in gara a Montecatini con “L’appello” (grazie al contributo dato al MISFF dalla Regione Lazio e dal Comune di Anzio), realizzato nella 4a classe dell'Istituto comprensivo Gianni Rodari Anzio 3 e proiettato all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. 
Un’opera che ha già riscosso notevole successo di critica: Roberto Saviano e il Presidente del Senato Pietro Grasso hanno voluto complimentarsi direttamente con il regista per il suo richiamo –diretto e anticonformistico- al valore civile e all’educazione delle coscienze dei più giovani, nel venticinquesimo anniversario della morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Cicco ha parlato nell’occasione del suo prossimo lavoro, dal titolo provvisorio “Operazione Singer”, che racconta una storia di resistenza famigliare, tramandata dalla stessa nonna di Cicco, che risale al periodo bellico e agli sfollamenti della popolazione locale ad opera dei tedeschi. Il trailer sarà proiettato in anteprima a Montecatini, nel corso del Festival.

Gli autori.

Un’edizione, quella 2017 del MISFF (organizzata con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri), che riparte con una serie di numeri da record: 155 proiezioni, 16 tavole rotonde e Masterclass, oltre 70 nuovi progetti di Cinema che saranno presentati ai produttori, oltre 150 Volontari selezionati nelle scuole grazie ai Progetti di Alternanza Studio Lavoro portati avanti da Marcello Zeppi nei licei e negli Istituti Superiori, e da oltre 500 membri nelle Giurie Popolari.

Tutto questo, per un evento che ha visto l’anno scorso a Montecatini in totale oltre 5mila presenze. Il piccolo centro termale toscano diventa infatti per una settimana un crocevia internazionale; le 155 proiezioni arrivano infatti da 57 paesi differenti: dall’Italia, con 30 titoli di giovani emergenti in gara, fino a Spagna, Germania, Svezia, Olanda, Danimarca, Finlandia, Israele, Stati Uniti, Canada e una forte componente asiatica, grazie alla partecipazione di una dozzina di cortometraggi tra Cina, India, Corea del Sud, Taiwan, Singapore e Giappone. Segno tangibile di un Festival in continua crescita, che ha saputo cogliere le opportunità della globalizzazione creando una sorta di “internazionale del cinema”, grazie anche ai gemellaggi con numerosi festival cinematografici internazionali (il portoghese Avanca Film Festival, il francese Festival International du Film sur le Handicap (FIFH), lo spagnolo FEC - Festival Europeu de Curtmetratges e il Valletta Film Festival), con i quali ha creato una vera e propria rete internazionale, che promuove eccellenze cinematografiche e giovani talenti emergenti. I gemellaggi sono stati tutti costruiti caparbiamente dal Presidente del MISFF Marcello Zeppi, che ha invitato personalmente a Montecatini Direttori, Presidenti e Fondatori Docenti di Master Class dei Festival, tra cui, solo per citarne alcuni, Antonio Costa Valente (Avanca Film Festival) Angelique Müller (Valletta Film Festival) Fedor Krat (Bridge of Arts, Russia; “I Can See You”, vincitore di questo Festival, è entrato nella Selezione Ufficiale del MISFF), Christian Inaraja (FEC) Katia Martin Maresco (FIFH), e Javier Venturi (Usa). Un lavoro di scambio culturale molto proficuo: non solo il MISFF porta in Italia le opere di giovani da tutto il mondo, ma a sua volta promuove il cinema italiano nel mondo, portando all’estero i cortometraggi italiani.

Un Festival, con la supervisione operata dal Direttore Artistico, il critico e giornalista di cinema Giovanni Bogani, che punta sulla qualità. Tanti i generi in concorso: commedia, fantascienza, horror, romantici, sperimentali e di fiction, passati attraverso la rigorosa selezione della Commissione Artistica coordinata da Antonella Santarelli e vagliati dalla Giuria Internazionale. Il MISFF è stato in passato un trampolino di lancio per molti autori: “Per Anna” di Andrea Zuliani, vincitore dell’anno scorso, è anche andato in nomination al David di Donatello, mentre il francese “Le dernier voyage de l'énigmatique Paul WR”, di Romain Quirot, premiato nel 2016 categoria “Best Fiction Film” è poi entrato nella cinquina dei migliori film del New York Sci-fi Film Festival. Cinema vero, per intenditori.

Ma quello che rende davvero unico il MISFF è il suo essere un vero e proprio “laboratorio di cinema” grazie al grande impegno speso nell’ambito della formazione, che si concretizza nell’organizzazione di tre “Authors’ Days” (dal 20 al 22 di ottobre), durante le quali settanta progetti dall'Italia e dall'estero saranno presentati nello storico Cinema Imperiale di Montecatini, con la supervisione di Alessandro Grande, regista e docente di regia e sceneggiatura cinematografica. I giovani autori saranno supportati da un team multidisciplinare (fatto di personalità del mondo del cinema, produttori, registi, sceneggiatori e da coach) che anche grazie ad un attento lavoro, di Pitching, Coaching e Mentoring avranno il compito di contribuire a portare al successo i progetti presentati a Montecatini. La scorsa edizione, aveva visto la partecipazione di 25 autori selezionati da tutta Europa, e quattro di questi progetti sono attualmente in fase di sviluppo.

Gli ospiti.

«Il MISFF si conferma uno degli appuntamenti internazionali più interessanti per il cinema di qualità – dichiara Marcello Zeppi, al sesto anno di conduzione del Festival – ma quello che ci differenzia davvero, e che ci rende unici, è il fatto che questo è un luogo dove – letteralmente - si “fa cinema”. Gli “Authors’ Days”, i laboratori nelle scuole, le Masterclass e le Tavole Rotonde rispondono infatti tutte ad una stessa, unica mission: quella di trasferire conoscenze ed esperienze per accrescere le competenze delle giovani generazioni. Memoria, Identità, Formazione, Inclusione, Appartenenza, Legalità: sono i valori del Festival, e li vogliamo trasmettere, attraverso il fantastico strumento del Cinema, alle nuove generazioni».

Un’edizione quella di quest’anno, che conferma quindi la doppia vocazione del Montecatini International Short Film Festival: da un lato vetrina internazionale, dall’altro palestra per i giovani autori e le promesse del futuro; il Festival infatti si avvale anche del supporto di numerose scuole di cinema, presenti a Montecatini con gli studenti, e promuove al suo interno Masterclass e poi ancora, seminari, Tavole Rotonde, e progetti per le scuole, coinvolte nei laboratori di cinema, condotti da Laura Biggi (Responsabile Nazionale FEDIC Scuola) e dal Presidente Nazionale di FEDIC, Lorenzo Caravello: più di 1.200 studenti, tanti professori e le Dirigenze Scolastiche, continuano a fare “scuola di cinema”.


"Rino Gaetano. Essenzialmente tu" il nuovo libro di Matteo Persica



Questo libro, nato dal meticoloso lavoro del biografo, è “un atto d’amore” nei confronti di Rino Gaetano. Come in Anna Magnani, Biografia di una donna, uno dei libri Odoya più venduti di sempre, Matteo Persica riesce a resuscitare la voce narrante del protagonista senza farsi intimorire dalle lacune: quel che Gaetano non ha detto nelle numerose interviste, lo dicono gli amici, i colleghi, le fidanzate. Le voci di Domenico “Mimì” Messina (amico dai tempi del seminario), Franco Pontecorvi (amico e road manager), Amelia Conte, Daniela (le sue partner), il produttore Giacomo Tosti e molti, molti altri innestate sull’auto-racconto creano una trama fluida che racconta questa vita completamente.

Nel 1978 un ragazzo con il cilindro (una citazione di Ettore Petrolini), un ukulele e un frac pieno di medaglie, sale sul palco dell’Ariston e sbaraglia Anna Oxa con la sua folle lirica. La canzone era “Gianna”, e lui era ovviamente Rino. Da allora la storia della ragazza che “aveva un coccodrillo ed un dottore” non è mai passata di moda nelle discoteche d’Italia. Il cantautore, benché scettico nei confronti del festival, non era alle prime armi. Aveva già scritto il suo cavallo di battaglia “Ma il cielo è sempre più blu”, nato con un giro di piano improvvisato dal pianista Arturo Salteri alla It, costola indipendente della RCA guidata dal talentuoso produttore Vincenzo Micocci.

Il primo LP, Ingresso libero, che il giovane cantautore aveva registrato nel 1974 anche grazie all’intercessione di Antonello Venditti, era stato un mezzo fiasco. Canzoni come “Agapito Malteni il ferroviere”, “Tu forse non essenzialmente tu” o “L’operaio della Fiat (la 1100)” sono state capite ed apprezzate in un secondo momento, ma alla It in quegli anni si era soliti dare una seconda possibilità alle giovani leve. In quel caso si trattava di credere in un giovane autodidatta un po’ beat, che preferiva scrivere testi piuttosto che interpretarli, formatosi più in teatro con la compagnia il Carro di Tespi che leggendo e studiando musica… Eppure l’appassionato chitarrista seppe incanalare un’ispirazione fatta di cose semplici, che coglieva sul tragitto del 60 diurno e notturno, in una serie di canzoni memorabili che svisceravano in rima la condizione dell’Italia degli anni Settanta.

Questo libro contiene la spiegazione di Gaetano dei suoi testi, che tramite la comicità e il nonsense (Jannacci tra i suoi punti di riferimento) trattano di tematiche esistenziali e sociali importantissime come la schiavitù dai prodotti legati al petrolio (“Spendi spandi effendi”) o la totale indifferenza dell’essere umano per il proprio simile (“Mio fratello è figlio unico”). 
Scopriamo così cose intuibili, ma mai profondamente comprese come il fatto che “Aida è anche l’Italia stessa, dalla guerra d’Africa, fino ai giorni nostri. È la storia di una donna, col marito che ha fatto la guerra in Africa, ed è la storia dell’Italia degli ultimi trent’anni”.

La vicenda umana di Rino Gaetano racconta anche la storia di uno show business romano fatto di cabaret che raccoglievano un misto di artisti della provincia italiana e americani, in cui potevi incontrare per caso Lucio Dalla e offrirgli una teglia di gnocchi alla sorrentina “a casa di mamma”, frequentare Francesco De Gregori o, più avanti, suonare in un megaconcerto (i Qconcert) con Cocciante e il gruppo jazz “I Perigeo”. Le interviste in TV le faceva anche Gianni Boncompagni e gli album di Gaetano venivano definiti “ottimi” da Mario Luzzatto Fegiz.

Ma tornando al ritratto di Rino, la sua personalità è racchiusa in fondo in queste quattro frasi:
«Dalla vita uno dovrebbe avere l’essenziale con un pochino di superfluo». Se insisti, e gli chiedi cosa è per lui l’essenziale e cosa il superfluo: «L’essenziale è mangiare, bere, dormire e fare l’amore» ti dice candidamente. «Il superfluo è passare davanti a un bar, vedere un flipper e buttarci dentro cento lire e, magari, pur sapendo che ti chiude il ristorante e non potrai più mangiare, te ne freghi perché il superfluo è più importante dell’essenziale». 

Rimarranno delusi da questa biografia approfondita e poetica i fautori delle teorie del complotto sulla sua morte, i “tiratori di giacchetta” politici e tutti i detrattori della musica del grande Rino.


Matteo Persica si definisce scrittore appassionato di storie vere da raccontare. Ha esordito per Odoya nel 2016 con Anna Magnani. Biografia di una donna, che è stato un grande successo di critica e di lettori. Nel 2010 ha diretto il documentario Nannarella 100; dal 2012 è direttore artistico del Premio Anna Magnani. Nel 2016 ha vinto il premio FS News Radio.



mercoledì 11 ottobre 2017

WikiRadio Oggi: Eugenio Montale, la Coca-cola e Ultimo tango a Parigi

Vi presentiamo i nuovi appuntamenti settimanali con WikiRadio Oggi, la trasmissione che va in onda ogni giorno alle 11:30.

Giovedì 12: Egenio Montale
Nel giorno del 121° "compleanno" del Premio Nobel per la Letteratura del 1975, WikiRadio ci offre un ritratto di uno dei più grandi poeti del Novecento, che fu anche scrittore e giornalista. Si occupò anche di politica, fu Senatore e Senatore a vita.  


Venerdì 13: L'invenzione della Coca-cola
La Coca-Cola fu inventata dal farmacista statunitense John Stith Pemberton l'8 maggio 1886 ad Atlanta, Georgia, inizialmente come rimedio per il mal di testa e per la stanchezza.
Oggi è probabilmente la bevanda più famosa al mondo.


Il 14 ottobre 1972 venne proiettato a New York, in anteprima e in versione integrale, il film-scandalo di Bernardo Bertolucci, "Ultimo tango a Parigi". 
In Italia uscirà due mesi più tardi, con alcune scene tagliate.
Pieno di scene fortemente erotiche, il film andò incontro a pesanti critiche e censure, che culminarono, il 29 gennaio del 1976, con il pubblico rogo della pellicola. 


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lunedì 9 ottobre 2017

Dal fonografo al microsolco: fiori e canzoni d'amore


Dopo la parentesi-Calomino, ritorna "Dal fonografo al microsolco" con la conduzione di Massimo Baldino e Sandro Alba.

Questa settimana faremo un viaggio dagli anni '30 agli anni '60, ascoltando brani interpretati dal Trio Lescano, da Gisella Carmi, da Corrado Lojacono e tanti altri.
Come avevamo già annunciato presentando la prima puntata, ci sarà, in chiusura, spazio per per una sigla storica della tv italiana: questa settimana sarà la volta di "Stringimi forte i polsi", con la voce inconfondibile di Mina, direttamente da "Canzonissima '62". 

"Dal fonografo al microsolco" va in onda:

- martedì alle 10
- mercoledì alle 14:30
- giovedì alle 18
- venerdì alle 21




domenica 8 ottobre 2017

"Foglie d'autunno", la terza puntata parla di neve


Sarà la neve il tema della terza puntata di "Foglie d'autunno", la trasmissione di Enzo Giannelli dedicata alla stagione che ci porta lentamente dal caldo al freddo. 
Se siete romantici e amate stare a guardare la nevicata alla finestra, apprezzerete sicuramente Betty Curtis e la sua "Neve al chiaro di luna". 

L'artista della settimana è Giuseppe Negroni, artista mai completamente emerso, ma molto popolare negli anni '50 e '60.

E ci sarà spazio anche per il grande e indimenticato Giorgio Gaber... non perdetevi la trasmissione, che andrà in onda:

- lunedì alle 10
- martedì alle 14:30
- mercoledì alle 18
- giovedì alle 21

www.ildiscobolo.net
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Jacques Tati, l'imperatore Pu Yi e i fratelli Marx a Wikiradio Oggi


I prossimi appuntamenti con Wikiradio Oggi.

Lunedì 9: Jacques Tati
Il 9 ottobre 1907 nasceva a Le Pecq Jacques Tati: regista, attore, mimo e sceneggiatore, autore di trovate comiche sempre legate alla vita quotidiana. 



Martedì 10: La fine della dinastia Ching
Il 10 ottobre 1911 la Rivolta di Wuchang in Cina segna la fine della dinastia Ching, con la caduta di Pu Yi, che anni dopo parlò della sua storia nel libro "Sono stato imperatore", che ispirò Bernardo Bertolucci per il film "L'ultimo imperatore".


Mercoledì 11: La guerra lampo dei fratelli Marx
La guerra lampo dei Fratelli Marx è un film comico statunitense del 1933  (uscito proprio l'11 ottobre) diretto da Leo McCarey, e interpretato dai fratelli Marx.
Nel 1990 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito all'ottantacinquesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi, mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito al sessantesimo posto. Nel 2000 lo ha inserito al quinto posto nella classifica delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi.



WikiRadio Oggi va in onda ogni giorno alle 11:30.

venerdì 6 ottobre 2017

Accadde Oggi: nel 1945 nasce Ivan Graziani



Anni ’70, nell’etere aumentano ogni giorno le radio private, si chiamavano radio libere ai tempi. Era una chance unica per giovani misconosciuti cantautori di raggiungere il pubblico, inoltre il fascino della radio è sempre stato quello di stimolare la fantasia. Nel ’77, andava forte una canzone dall'incedere triste, Lugano Addio: “…ed io pensavo a casa, mio padre fermo sulla spiaggia. Le reti al sole, i pescherecci in alto mare, conchiglie e stelle. Le bestemmie e il suo dolore…”. Ben pochi conoscevano Ivan Graziani prima di questo grande successo, eppure aveva già parecchi anni sulle spalle come cantante e chitarrista.

Era nato in Abruzzo, una manciata di mesi dopo la fine della guerra, anche se per molto tempo una leggenda sosteneva fosse venuto al mondo sul traghetto Olbia-Civitavecchia ed il suo nome fosse “navi” letto al contrario. Forse, di tutte le storie bizzarre che circondano il mondo della musica, questa è una delle più stravaganti mai sentite. Il giovane Ivan, oltre alla chitarra, aveva un’altra passione, il disegno, inclinazione che lo portò a frequentare gli studi in istituti d’arte nelle vicine Marche. Un periodo di discreta popolarità arrivò quando militava nel complesso Anonima Sound in particolare con il brano “Fuori piove”. Dopo questa fase, porta avanti la passione di fumettista ma soprattutto, da buon chitarrista qual era, collabora con la Premiata Forneria Marconi, con Lucio Battisti in tre album, con De Gregori, Venditti ed altri ancora. Quando inizia a muovere i primi passi da solo, riceve apprezzamenti dalla critica ma scarsi riscontri di vendite, fino alla succitata Lugano Addio che finalmente lo porta alla ribalta: “…Lugano addio cantavi, mentre la mano mi tenevi. Canta con me tu mi dicevi ed io cantavo, in un posto che non avevo visto mai…”. 

Forte di questo successo, Ivan Graziani acquisisce sicurezza e pubblica l’album “Pigro” che contiene, tra le altre, l’omonima geniale canzone: “…e poi le parolacce che ti lasci scappare che servono a condire il tuo discorso d’autore come bava di lumaca stanno lì a dimostrare che è vero. E’ vero non si può migliorare, col tuo schifo di educazione, col tuo schifo di educazione. Pigro!”. Una sferzante critica a chi nella vita predica bene e razzola male: “…tu castighi i figli in maniera esemplare, poi dici siamo liberi, nessuno deve giudicare…”. Dello stesso album, “Monna Lisa” dove sogna di riportare il famoso dipinto dal Louvre alla casa d’origine, nel nostro Paese e la semplice “Paolina”dove ripete il nome dell’amata tante volte. Ma Ivan, con la sua voce acuta, dai toni alti quasi in falsetto, scrive testi originali, quasi naif nel descrivere situazioni di vita come in “Gabriele D’Annunzio” dove narra le vicende di un uomo piuttosto rozzo e sentimentalmente infelice. Inizia a girare in tournée con buoni risultati di pubblico e, ormai lanciato, fa uscire un altro lavoro notevole, “Agnese Dolce Agnese” dove troviamo appunto il brano “Agnese”, saccheggiato da Phil Collins con un plagio clamoroso nella versione “A groovy kind of love”: “Se la mia chitarra piange dolcemente, stasera non è sera di vedere gente e i giochi nella strada che ho chiusi dentro al petto mi voglio ricordare…”. 
Altro brano da citare di quest’album è un pezzo quasi folk, tipo ballata “Taglia la testa al gallo”: “Taglia la testa al gallo se ti becca nella schiena, taglia la testa al gallo se ti becca…”. Il successo più grande di sempre e per il quale deve la popolarità arriva nel 1980 con “Firenze (canzone triste)” dove racconta di un amore studentesco per una ragazza condiviso tra due compagni di scuola nel capoluogo toscano: “Caro il mio Barbarossa studente in filosofia, con il tuo italiano insicuro certe cose le sapevi dire. Oh lo so, lo so, lo so, lo so bene, lo so. Una donna da amare in due, in comune fra te e me…”. Il brano arriva fino al quinto posto in classifica e sarà una hit di quell’estate e l’apice commerciale del cantautore abruzzese. Dopo questo exploit di vendite, solo il brano “Limiti (Affari d’amore)” darà qualche soddisfazione. Nemmeno la partecipazione al Sanremo dell’85 porta a ripetere i fasti di qualche anno prima ed in seguito arriva una crisi artistica dovuta soprattutto alla scarsa visibilità presso il grande pubblico. La fase declinante musicale viene tuttavia compensata da concerti all’estero in Cina, Canada, ex Unione Sovietica ma in particolar modo dalle pubblicazioni di fumetti e dai suoi amati disegni. 

Scompare a soli 53 anni e, come sempre accade, viene rivalutato e riscoperto solo dopo la sua morte. Varie iniziative lo ricordano un po' ovunque ed ha ricevuto tributi da artisti e colleghi tipo Zero, Venditti, Antonacci ed altri. Anche mostre d’arte ed esposizioni sono state dedicate a questo garbato e malinconico artista. Lo ricordiamo con quegli occhiali colorati, seduto su una sedia con la sua Gibson che chiamava “mamma chitarra”, celebrata nel brano “Il Chitarrista”: “Signore, è stata una svista, abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista”… Già…


(Fabrizio Bordone)


giovedì 5 ottobre 2017

WikiRadio Oggi: la radio, Augusto Daolio e Edgar Allan Poe


I prossimi appuntamenti con WikiRadio Oggi, in onda ogni giorno alle 11:30.

Venerdì 6: la prima trasmissione radio
Il 6 ottobre 1924 la Radio italiana iniziava le sue trasmissioni con l'esecuzione di un quartetto d'archi: Opera 7 di Franz Joseph Haydn. 
All'epoca le trasmissioni terminavano alle 22:30.

Sabato 7: Augusto Daolio.
La storica voce dei Nomadi moriva il 7 ottobre 1992 a 45 anni. Assieme a Beppe Carletti, fu il fondatore del gruppo. 


Domenica 8: Edgar Allan Poe
Il "padre" della letteratura dell'orrore (ma non solo, Poe fu anche giornalista, poeta e scrittore di polizieschi e gialli psicologici) morì a Baltimora il 7 ottobre 1849 a 40 anni. Amatissimo ai giorni nostri, all'epoca critica e pubblico lo snobbavano e condusse una vita all'insegna di alcool, stupefacenti e problemi economici.

mercoledì 4 ottobre 2017

È scomparsa la scrittrice spezzina Chiara Bodrato. Giuseppe Rudisi la ricorda





LA SPEZIA- È appena scomparsa Chiara Bodrato, scrittrice spezzina e silenziosa benefattrice. Quando un anno fa le chiesi se voleva pubblicizzare “Foederis Arca”, la sua associazione benefica, mi rispose di no. Aiutava chi aveva bisogno senza clamori e senza dire in giro: “io faccio questo, io faccio quello.” In silenzio Chiara ha portato un po’ di bontà in questo mondo. In silenzio e con umiltà. E quando pubblicai il semplice comunicato della presentazione del suo libro, mi scrisse una mail per ringraziarmi: un gesto che mi colpì molto, perché non avevo fatto nulla di speciale, solo il mio compito di redattrice. Non capita tutti i giorni una mail personalizzata di ringraziamento per così poco.

Una delle persone che ha avuto la possibilità di conoscerla nei suoi ultimi anni è Giuseppe Rudisi, scrittore e giornalista, a lui ho chiesto una testimonianza su questa donna.

“È da pochi anni che la conosco. Ho scoperto su internet che era una scrittrice e che aveva ambientato molti dei suoi “Racconti Spezzini” al Canaletto, che è il quartiere dove sono cresciuto. Ho sentito l’esigenza di conoscerla e le ho telefonato chiedendole un incontro. Mi ha ricevuto nel suo studio: mi sono trovato di fronte un personaggio unico dotato, nonostante l’età avanzata, di grande energia, dai modi bruschi e severi, molto colta, sempre pronta, durante le conversazioni ad arricchirle con citazioni appropriate tratta da testi religiosi o filosofici che conosceva a menadito. Tra noi si è subito creato un feeling straordinario avendo in comune la passione per la scrittura. In quel frangente ho scoperto la sua già copiosa opera letteraria che con ritmi da Camilleri ha negli anni successivi arricchito con altri cinque romanzi. L’ultimo da lei edito nel Luglio scorso è “La fine dell’avventura” il cui titolo, oggi, sembra una premonizione della sua dolorosa uscita di scena. Il primo suo romanzo che ho avuto la fortuna di leggere è “Rosa Stein”. Tra tutti lo ritengo il suo capolavoro. E’ la storia delle sorelle Stein che perirono in un lager tedesco. Nonostante Edith Stein sia il personaggio famoso grazie ai suoi studi filosofici l’attenzione di Chiara è tutta per l’altra sorella a cui si sentiva intimamente legata. Il romanzo è di un ritmo incalzante, viene tratteggiato il percorso di vita delle due sorelle e dei loro amici fin dalla loro infanzia dall’avvento del nazismo fino al loro epilogo. Fui talmente affascinato da quel romanzo ormai introvabile che la convinsi a ripubblicarlo (ed. ilmiolibro) e a concedermi il privilegio di presentarlo pubblicamente al Centro Civico del Canaletto alla sua presenza. Fu un evento memorabile e grazie a Claudia restano dei piccoli video dove emerge tutto il suo temperamento, la sua fede incrollabile e il suo amore per la letteratura e l’arte. Ebbi ulteriori occasioni di presentare i suoi successivi romanzi. Uno di questi fu la biografia romanzata di suo zio: Giuseppe Bodrato, grande pittore del secolo scorso. In quella presentazione ci fu un bellissimo intervento del critico d’arte Valerio Cremolini che descrisse in modo incomparabile l’arte del raccontare propria di Chiara.
Ebbi molte occasioni di confrontarmi con lei su temi religiosi. Eravamo agli opposti, ma mi colpiva la sua religiosità razionale molto supportata da profonde meditazioni su letture di testi filosofici e teologici. L’altro aspetto che ha caratterizzato Chiara è la carità. Lei era “Foederis Arca”, l’associazione caritatevole che si occupava dei bisognosi. Molte persone bussavano alla sua porta. Nei giorni stabiliti c’era cibo, vestiti e altri generi di conforto. Inviava materiale presso missioni in Africa e mi ricordo di averla aiutata ad effettuare un bonifico internazionale a favore di un condannato a morte negli Stati Uniti. Io di queste sue attività che manteneva nel riserbo ne so molto poco, credo che facesse molto di più di quanto ci si possa immaginare.”


Chiedo a Giuseppe di dirci ancora qualcosa di Chiara: “Teneva molto al suo ultimo romanzo ,“La fine dell’avventura.” Quasi mi costrinse a presentarlo lo scorso 19 agosto a Sarzana insieme a Susanna Musetti che è la presidente di un importante premio letterario di cui Chiara era una severa giurata. Purtroppo a quella presentazione lei non aveva potuto partecipare, nonostante la sua assenza, Susanna e io siamo riusciti a dare il giusto valore a quel suo nuovo romanzo che ci ha lasciato, un’ennesima testimonianza del suo stile narrativo dinamico dove il bene e il male si rincorrono inesorabili finché, quest’ultimo, sarà sconfitto.”

Rimpianti?
“Nonostante il suo riserbo naturale doveva essere più conosciuta in città per le sue opere letterarie e per l’attività caritatevole in cui si è profusa. In questi giorni si apre un festival letterario, come per gli negli anni passati a nessuno degli organizzatori è venuto in mente di far conoscere il mondo letterario di Chiara che in Spezia e nella sua storia ha profonde radici".

(Claudia Bertanza)

Articolo originale su www.laspeziaoggi.it 


martedì 3 ottobre 2017

“Colpevole Di Essere Nata”: Una Ragazzina Nell’inferno Di Auschwitz




Colpevoli di essere nati“: così Liliana Segre, ragazzina ebrea nata a Milano, deportata ad Auschwitz nel 1943, descrive i suoi compagni di sventura. “Colpevoli di essere nati”, di essere ebrei e per questo allontanati dalle famiglie, picchiati e torturati, costretti a lavorare in mezzo alla neve, marchiati e infine uccisi. Solo per essere nati ebrei. La vita di Liliana, orfana di madre dall’età di un anno e cresciuta con il padre e i nonni, cambia nel 1938, quando le leggi razziali le impediscono di continuare a frequentare la scuola in cui andava. Poi vennero i tentativi di scappare, l’arresto, il lungo viaggio in treno e, infine, un lunghissimo anno ad Auschwitz.

Ero il numero 75.190“: spogliata degli abiti e del nome, Liliana si adatta alla sua nuova vita nel lager, identificandosi in una stella, per evitare di pensare a dov’era e a quello che subiva.

Liliana è sopravvissuta, è tornata a Milano, ha frequentato la scuola, si è sposata, ha avuto tre figli e tre nipoti. E, per anni, ha tenuto dentro di sé quel periodo, ha cercato di dimenticare, ma Auschwitz non si dimentica, è dentro ognuno dei sopravvissuti. Tanti non ce l’hanno fatta, molti non hanno resistito al dolore e al ricordo, alle notti di incubi e ai risvegli pieni d’angoscia, ma Liliana ha deciso di non dire mai “non ce la posso fare“, perché lei è sopravvissuta a tre selezioni vita/morte, alla fame e alle umiliazioni e nel 1990 ha deciso di raccontare la sua storia, di diventare testimone della Shoah. E ha voluto iniziare a parlare ai giovani, nelle scuole.

Lo ha fatto affinché nulla vada dimenticato e per un debito verso chi è morto, i suoi cari e per un debito verso Janine, una ragazza francese mutilata che non passò la selezione e che Liliana non riuscì neppure a salutare, perché troppo concentrata sul suo essere viva. 

Per i suoi, per Janine, per Anna Frank che dal lager non è tornata, per Primo Levi e per tutti quelli che sono morti suicidi, per quelli che non hanno creduto e che ancora oggi non credono. Per tutti questi Liliana ha parlato. E, siccome abbiamo tutti una Janine che non abbiamo saputo o voluto aiutare, tutti dovremmo conoscere la storia dei sopravvissuti.

La giornalista Emanuela Zuccalà ha raccolto la testimonianza di Liliana Segre



(Claudia Bertanza)