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martedì 12 gennaio 2016

A Roma la grande mostra dedicata a Renzo Arbore

ROMA – “Lasciate ogni tristezza voi ch’entrate” è la scritta che introduce alla grande mostra dedicata  a Renzo Arbore per celebrare i 50 anni della sua straordinaria carriera, le sue trasmissioni televisive e e radiofoniche che hanno così fortemente caratterizzato la storia della televisione e del costume del nostro paese, le sue amicizie e le sue scoperte, i suoi percorsi  musicali e i concerti dell’Orchestra italiana, la sua incredibile collezione di oggetti e memorabilia, ma anche i suoi amici, i suoi viaggi, il sostegno costante alla Lega del Filo d’Oro e la sua sensibilità verso i più sfortunati, la travolgente esperienza umana e in definitiva il suo contributo di intelligenza e di ironia alla cultura italiana.

Oltre a Renzo Arbore nel progetto sono coinvolti molti dei suoi collaboratori, che gli sono stati e gli sono accanto in tante occasioni,  a partire da Alida Cappellini e Giovanni Licheri, che hanno disegnato per Arbore le scenografie della maggior parte dei suoi spettacoli. Si deve a loro il progetto di allestimento della mostra, che non mette solo in valore i materiali esposti, ma riesce ad accogliere il visitatore come se fosse a casa di Renzo.
La mostra è accompagnata dal volume di Renzo Arbore “E se la vita fosse una jam session? Fatti e misfatti di quello della notte”, a cura di Lorenza Foschini, edito da Rizzoli. A cinquant’anni dall’esordio in radio con Bandiera gialla e  a trenta dal successo in tv di Quelli della notte, per la prima volta Renzo Arbore si racconta in un libro di ricordi, incontri e oggetti, sul filo delle sue passioni: la musica, la radio, la televisione, il collezionismo.
(Articolo di Paola Settimini, su www.laspeziaoggi.it)
La mostra è visitabile fino al 3 aprile.

Musica dal vivo con Freddy Colt: mercoledì 13 ultimo concertino

SANREMO- Si è tenuto la scorsa settimana a Sanremo il quinto concertino dello "Swing corner of Christmas". Questa volta non all'aperto, ma al Teatro del Casinò, davanti a un pubblico foltissimo e molto entusiasta. Era presente anche Daniela Cassini, assessore al Turismo e alla Cultura. 



Sul palco c'era la Ziki Paki Band, complessino retrò ideato da Freddy Colt ( presente nelle vesti di organizzatore, cantante e polistrumentista) un anno fa e specializzato nell'esecuzione di brani umoristici degli anni Venti e Trenta. Repertorio perfetto per noi di Radio Il Discobolo, che infatti abbiamo presenziato, registrando l'evento che vi proporremo prestissimo: vi aspettiamo domani, mercoledì 13, alle 21:30 su www.ildiscobolo.net 



Dalla Via Gluck alla Terra dei cachi... nona puntata di "Aspettando Sanremo"

Nona puntata per la trasmissione di Massimo Baldino che ci fa rivivere la storia del Festival di Sanremo. Domani, mercoledì 13 alle 15:30, partiremo dal Sanremo del 1958 fino e arriveremo fino a quello del 1996.



Massimo Baldino ha scelto per voi alcune tra le canzoni più famose non solo del Festival, ma di tutta la musica italiana.

Dal Festival 1958 ascolteremo la Regina Nilla Pizzi con il famosissimo brano "L'edera", che negli anni '90 vinse il Telegatto come brano del secolo e che vinse anche "Canzonissima" nel 1959: a Sanremo, però, dovette cedere a "Nel blu dipinto di blu", che trionfò quell'anno.

Dal 1958 passiamo al 1966: anche quell'edizione fu vinta dal Mimmo nazionale (in coppia con Gigliola Cinquetti con la canzone "Dio come ti amo"), ma, come succede spesso, furono altri i brani che arrivarono in vetta alle classifiche: "Nessuno mi può giudicare", giunta al secondo posto e interpretata da "Casco d'oro"Caterina Caselli con Gene Pitney e, soprattutto, "Il ragazzo della Via Gluck", cantata da Adriano Celentano e il Trio del Clan (Ico CeruttiPilade e Gino Santercole). 
Il brano (sembra assurdo) non arrivò nemmeno in finale. 



Ascolteremo poi la canzone vincitrice dell'edizione del 1974, "Ciao cara, come stai?", interpretata da Iva Zanicchi, che divenne la cantante donna con il maggior numero di vittorie (tre). La Rai snobbò quasi totalmente la kermesse, trasmettendo solo la serata finale (le prime serate andarono in onda solo alla Radio) e questo impedì di apprezzare a fondo alcuni brani, tra cui "A modo mio", scritta da Claudio Baglioni e interpretata da Gianni Nazzaro. 

Dal 1974 passeremo poi al 1981, l'anno di "Per Elisa", scritta da Franco Battiato e cantata da Alice, che si aggiudicò il primo posto, ma anche di Loretta Goggi con "Maledetta primavera" (secondo posto), di "Ancora" di Eduardo De Crescenzo e del "caso Ricchi e Poveri". Marina Occhiena, infatti, aveva appena lasciato il gruppo, ma fece ricorso in Tribunale per partecipare ugualmente e vinse: provò con gli altri componenti, ma poi si defilò e così i Ricchi e Poveri rimasero in tre. Presentarono "Sarà perché ti amo", altro brano di grande successo. Di quell'edizione si ricordano anche "Caffè nero bollente" di Fiorella Mannoia e la sigla "Gioca jouer" di Claudio Cecchetto, che fu anche il presentatore. 



Infine, ascolteremo uno dei brani che è entrato nella storia del Festival, pur essendo relativamente recente. Parliamo del Festival 1996: quell'anno vinsero Ron e Tosca con "Vorrei incontrarti tra cent'anni" (e il cantautore fu accusato di aver plagiato nientemeno che... William Shakespeare per il famoso verso "amore è un faro..."); tra le Nuove Proposte la vincitrice fu la giovane Syria (con il brano "Non ci sto"). Il premio della Critica, da quell'anno, fu intitolato a Mia Martini, scomparsa l'anno prima. Ma il brano che ebbe il maggior successo, diventando un vero e proprio tormentone, giunse secondo, si aggiudicò il Premio della Critica. Era "La terra dei cachi", di Elio e le Storie Tese, ironica canzone sulla vita e le abitudini italiane, che riprende il famoso ritornello "Perché Sanremo è Sanremo", facendolo diventare "perché la terra dei cachi è la terra dei cachi". 



Vi aspettiamo!