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giovedì 12 novembre 2015

Toh, chi si risente... Mario Abbate

Ritorna, venerdì 13 alle ore 10:00, su Radio Il Discobolo, la rubrica "Toh, chi si risente", a cura di C. Loffredo;  il protagonista sarà Mario Abbate. 



Mario (Salvatore) Abbate (1927-1981)

Nasce a Napoli l'8 agosto 1927 dal padre Gennaro, famoso materassaio di piazza San Ferdinando. A soli 9 anni, viene scelto per cantare la sigla della settimana nel primo cortometraggio a colori del cinema italiano Sosta d'eroi. Continua ad esibirsi a 12 anni, utilizzando sempre il suo vero nome (cioè Salvatore Abate) partecipando alle storiche sceneggiate di Salvatore Cafiero ed Eugenio Fumo. Nel dopoguerra si dedica al canto in maniera più continuativa, e nel 1951, dopo aver lanciato al successo alla Festa di Piedigrotta, e per la famosa casa editrice La Canzonetta, la canzone di Totò Malafemmena, vince un concorso alla RAI che gli consente di entrare come cantante nell'orchestra del maestro Cinico Angelini e di registrare centinaia di dischi per la casa discografica Vis Radio. Nel 1961 partecipa al Giugno della Canzone Napoletana. Sul finire del decennio, grazie anche ad alcune apparizioni televisive e a varie partecipazioni al Festival di Napoli, raggiunge il grande successo a livello nazionale, partecipando al Festival di Sanremo 1962 con Vestita di rosso ed all'edizione successiva con Vorrei fermare il tempo e Oggi non ho tempo.

Nel 1964, con la canzone Stanotte nun durmì, raggiunge la finale nella prima edizione di Un disco per l'estate, manifestazione alla quale partecipa anche nel 1965 con Manduline 'e lacreme, nel 1966 con Mare d'estate, nel 1968 con È n'amico ll'ammore e nel 1974 con 'Na varca a vela.

L'amore da bambino per il teatro classico napoletano, lo portò ad interpretare nel tempio della sceneggiata, il Teatro 2000, una serie impressionante di straordinari successi scritti prevalentemente da Gaetano Di Maio recitando da protagonista al fianco della storica famiglia. La poliedricità rese Mario Abbate un artista completo. Ma la consacrazione di Abbate gli viene attribuita grazie a tre successi di caratura internazionale: Malafemmina di Totò', Anema e core di Salve D'Esposito e Tito Manlio, Luna caprese di Augusto Cesareo e Luigi Ricciardi, oltre ad Indifferentemente, 2º premio al Festival di Napoli 1963 (cantata in coppia con Mario Trevi e tradotta ed incisa in vari paesi del mondo). Altri suoi successi di quel periodo sono stati Vierno, Mare d'estate, Vieneme 'n suonno e Suspiranno. Apparve anche in tre film, nel ruolo di sé stesso: ...e Napoli canta! (1953) di Armando Grottini, Accadde al commissariato (1954) di Giorgio Simonelli e Operazione San Gennaro (1966) di Dino Risi. Negli anni settanta si è invece dedicato a molteplici tournée internazionali, specialmente in Canada e negli Stati Uniti, ma anche in Russia, Germania, Francia e Spagna per gli italiani all'estero. Per la RCA Italiana ha pubblicato nel 1980 un'antologia della canzone napoletana in 6 dischi, intitolata L'interprete del sole, ed il suo ultimo lavoro discografico Con tanto amore, nel quale spicca Me staie lassanno, musicata dal figlio Massimo con testo di Roberto Murolo. Ancor oggi è considerato dalla critica, dai cultori e dal pubblico borghese e popolare il più grande interprete della canzone napoletana del dopoguerra insieme a Sergio Bruni (il rivale di sempre).

È scomparso il 6 agosto 1981, due giorni prima del suo cinquantaquattresimo compleanno.



Da attrice a principessa: nel 1929 nasceva Grace Kelly

Bellissima e raffinata, di origini irlandesi, figlia di un milionario che si era "fatto da solo", Grace Kelly, nata a Filadelfia il 12 novembre del 1929, iniziò come indossatrice e nel 1951 esordì al cinema, contro il parere della famiglia.
Viene ricordata soprattutto per i film girati con il maestro del brivido: Alfred Hitchock, che, riferendosi alla sua bellezza algida e alla straordinaria sensualità che trasmetteva, coniò per lei il soprannome-ossimoro ghiaccio bollente. Il regista inglese, a metà degli anni '50, la volle in tre film: Il delitto perfetto, La finestra sul cortile e Caccia al ladro.



Quest'ultimo si girò a Monaco e fu in quell'occasione che Grace conobbe il Principe Ranieri di Monaco. I due si sposarono nel 1956 e lei lasciò il cinema; dalla loro unione nacquero tre figli: Carolina, Alberto II (attuale Principe) e Stephanie. E proprio a Stephanie è legato il "mistero" della morte della splendida Principessa. Grace Kelly, infatti, morì in un incidente automobilistico nel 1982: accanto a lei c'era la "piccola" Stephanie, allora minorenne. Qualcuno ipotizzò che a guidare l'auto fosse proprio la principessina, che uscì dall'incidente solo un po' ammaccata, mentre per la madre apparve subito chiaro che non c'era nulla da fare. La notizia, però, appare senza fondamento, anche perché l'autopsia rivelò la presenza di due emorragie cerebrali, una delle quali (secondo il personale medico) poteva essere legata a un piccolo ictus che avrebbe provocato un malore alla Kelly. Ipotesi, questa, che sarebbe confermata dal fatto che l'auto non frenò, ma uscì direttamente di strada finendo in una scarpata.
La strada su cui la principessa perse la vita era la stessa del film "Caccia al ladro", del 1995.

Con la morte di Grace Kelly finì la favola del Principato di Monaco; Ranieri, scomparso nel 2005 all'età di 82 anni (di cui 56 passati sul trono). Riposa nella Cattedrale dell'Immacolata Concezione, accanto alla sua amata Grace.